Posted by on 14 Ottobre 2019

Glamping in una yurta mongola: un weekend alternativo!

L’autunno è ormai iniziato, e con esso tutta la routine del lavoro, della palestra, e degli altri impegni. Risulta sempre più difficile trovare un po’ di tempo per rilassarsi come si deve, e anche trovare un’idea per spezzare la monotonia.

Era un po’ di tempo che sentivo parlare di questo glamping, un fenomeno sempre più diffuso in tutto il mondo. Ho quindi deciso di testare con mano di cosa si tratta.

COS’È IL GLAMPING?

Come dice la parola, unione tra “glamour” e “camping”, il glamping è una nuova modalità di alloggio, a metà strada tra il green e il luxury. Di fatto si è  in campeggio, ma con tutte le comodità di un hotel.

A differenza del normale campeggio, il glamping ha solitamente tende già allestite, arredate con mobili di design e spesso pezzi unici realizzati da artigiani. Le tende sono spaziose e sono dotate di letti, lenzuola, armadi e bagno privato.

Si può fare glamping in tutte le stagioni, in quanto molte tende hanno anche il riscaldamento interno e spesso sono immerse in scenari naturalistici spettacolari.

IL MIO GLAMPING: L’AZIENDA AGRICOLA PIETRA SERENA

Essendo stata un’idea piuttosto improvvisata, per il mio primo glamping ho scelto una meta che fosse innanzitutto abbastanza vicina a Prato. Cercando un po’ online mi sono imbattuta nell’Azienda Agricola Pietra Serena, situata a Civitella Paganico, in provincia di Grosseto.

Si tratta di un Bed&Breakfast a conduzione quasi esclusivamente familiare, che dispone di circa 85 ettari di terreno e che da pochi anni si è attrezzato per rispondere alle esigenze del glamping. Si tratta di un luogo perfetto per staccare dal caos della città, poiché si è assolutamente persi nel nulla. L’unica compagnia è data dagli animali dell’azienda, tra cui troviamo maiali, capre, e cavalli. La cena e la colazione sono basate sui prodotti della stessa azienda e si possono gustare i tipici sapori toscani.

Pur essendo ancora in via di sviluppo e di ampliamento, infatti, attualmente l’Azienda Agricola Pietra Serena offre la possibilità di alloggiare, oltre che in delle camere normali, in una yurta mongola, in una casa sull’albero e in una cupola geodetica, posta in posizione panoramica sulla sommità di un colle che volge a occidente.

Io ho scelto di passare una notte nella yurta, una tenda a dir poco splendida, dotata realmente di tutte le comodità di una camera di albergo.

glamping_yurta

Sono arrivata alla yurta intorno alle 16:00 di sabato scorso, mi sono un po’ rilassata e, verso le 18:30, mi sono goduta un tramonto gustandomi un aperitivo a base di salumi e formaggi.

Alle 20:00 è stata servita la cena, in una saletta in condivisione con gli altri ospiti della struttura. Qui sono stati serviti crostini con vari tipi di cavolo, vellutata di zucca, arrosto di capretto con fagiolini al burro, e una torta fatta in casa a base di mele e pere.

Dopo cena avevo programmato di farmi un bagno rilassante nella tinozza riscaldata posta dietro la yurta, ma per problemi logistici non ne ho avuto modo.

La domenica mattina, dopo una dormita incredibile, ho fatto colazione con torte e marmellate fatte in casa, ho salutato i vari animali e sono tornata a casa.

NE VALE LA PENA?

Per quelli che amano il contatto con la natura ma non riescono a rinunciare a certe comodità, come me (perdonatemi, ma io ho proprio bisogno di un materasso e di un bagno privato per rilassarmi davvero!), il glamping può essere il giusto compromesso, soprattutto se si cerca un ambiente accogliente: la mia esperienza nell’Azienda Agricola Pietra Serena è stata infatti piacevole, il personale è stato molto gentile e l’atmosfera è familiare.

Ricordate, però, che si tratta sempre di un campeggio, con tutti i pro e i contro del caso. La mia yurta, per farvi un esempio, è stata letteralmente presa d’assalto dalle cimici, che si sono calmate solo quando ho spento tutte le luci.

Per quanto riguarda la spesa, il glamping non è una soluzione economica, a voler essere del tutto onesti, e sicuramente non lo consiglio per più di una notte. Lo consiglio per un’occasione speciale o per provare qualcosa di diverso ma si ha poco tempo e non si vuole fare molta strada.

Da apprezzare sicuramente, però, è l’idea di una yurta mongola nella Maremma toscana!

 

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