Posted by on 28 Marzo 2020

L’Abbazia di San Galgano e l’eremo di Montesiepi

Siamo ormai all’ennesima settimana di una quarantena che ha coinvolto tutta l’Italia, causata da questo ormai indimenticabile Covid-19.

I viaggi sono stati vietati, sia fuori che all’interno del Paese. Ma, quando tutto questo sarà finito, è il caso di dare una mano all’Italia per risollevarsi dal punto di vista economico. Non è chissà quale sforzo, visto che la nostra patria è letteralmente strabordante di meraviglie.

Una di queste è stata la mia ultima gita pre-isolamento, e oggi ho deciso di parlarvene.

L’abbazia di San Galgano è uno dei monumenti più spettacolari della Toscana. Si trova nel comune di Chiusdino (uno dei borghi più belli d’Italia), a una trentina di chilometri da Siena.

E’ un soggetto ideale per fotografi e pittori, una location per matrimoni da favola, un luogo mitico per i bambini.

La Grande Abbazia

La Grande Abbazia di San Galgano fu realizzata tra il 1220 e il 1268, nel periodo in cui in Italia si fondevano lo stile Romanico col nascente stile Gotico di importazione francese.

Oggi l’Abbazia è in rovina, ridotta alle sole mura, ma la mancanza del tetto la rende ancora più suggestiva.

L’edificio è caratterizzato da un’incompiuta facciata con quattro colonne, tre porte ad archi rotondi, due finestre monofore e un’architrave floreale nella porta centrale. L’abside è imponente, caratterizzato da sei finestre a sesto acuto su due ordini di tre, un ampio rosone centrale a dodici petali caduti e una piccola rosa superiore.

Abbazia_pic

San Galgano e l’Eremo di Montesiepi

Di San Galgano si sa che morì nel 1181 e che, convertitosi dopo una giovinezza disordinata, si ritirò a vita eremitica per darsi alla penitenza, con la stessa intensità con cui prima si era dato alla dissolutezza.

Il momento culminante della sua conversione avvenne nel giorno di Natale de 1180 quando, giunto sul colle di Montesiepi, infisse nel terreno la sua spada, allo scopo di trasformare l’arma in una croce. Questo fu il primo miracolo di San Galgano.

In effetti nella Rotonda c’è un masso dalle cui fessure spuntano un’elsa e un segmento di una spada corrosa dagli anni e dalla ruggine, ora protetto da una teca.

L’evidente eco del mito arturiano non ha mancato di sollevare curiosotà e, ovviamente, qualche ipotesi ardita su possibili relazioni fra la mitologia della Tavola Rotonda e la storia del santo chiusdinese.

tn_Spada

La Rotonda, o Eremo di Montesiepi, fu costruito subito dopo la morte di San Galgano sopra l’antica capanna dove il santo visse l’ultimo anno della sua vita.

L’Eremo fu consacrato nel 1185 dal vescovo di Volterra con l’imprimatur di Papa Lucio III.

Ecco, in breve, la storia di un luogo incantevole nascosto nella campagna senese. Quando sarà il momento, vi consiglio vivamente di visitarlo.

E’ un momento difficile per tutti, non si può negare. Ma ci rialzeremo e saremo più forti di prima. E, spero, anche più consapevoli.

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